Cavolo... mai, in questo periodo, avrei pensato di esser travolto dagli impegni da non poter dedicare un momento alla stesura di due righe sul blog.
Il blog, una piccola riapertura introspettiva nel web dopo una lunga parentesi di qualche anno fa... Già, mentre prima i miei post erano visibili subito a tutti grazie a l'icona di msn, oggi la responsabilità delle visualizzazioni spetta tutta a me, dal pubblicare su qualche social network o dal passare il link a qualche amico. Cosa che non faccio, sono pochi gli amici che sanno di questo blog e non so davvero a quanti altri lo dirò poi. Sarà che vedo condividere interventi, articoli o altro scritti da "amici di amici" e perciò osannati perché "tizio è un grande lo sanno tutti" e invece scrive, disegna o fa delle emerite banalità. Non che io sia capace di chissà quali prodezze in qualche ambito ma in genere riconosco le belle cose dalle minchiate.
Non è neanche colpa delle persone in sé, ci sono degli schemi che diventano prepotenti nelle realtà più circoscritte. Ci son delle vere proprie etichette da rispettare che, per convenienza o per quieto vivere, si portano avanti nel tempo e così si continuano gli usi e i costumi di un posto.
Detta così sembra che butti merda su ciò che ho attorno e chi ha voglia di fare, ma non è così. Invito sempre chiunque (ma faccio un passo in dietro quando di tratta di me) a mettersi alla prova, a cimentarsi in cose nuove. Credo che sia importante. Quel che mi fa girare un po' è la leggerezza con la quale vengono trattate le cose. Quei complimenti fatti giusto per essere fatti e per mantenere un equilibrio ed un quieto vivere allucinante.
Personalmente sono molto autocritico, non sono mai praticamente soddisfatto di ciò che faccio e i miei interventi ne sono un chiaro esempio: molti li pubblico solo perché il blog esiste, se no sovente li cancellerei su due piedi e con pochi rimorsi. Nonostante ciò ci sono delle cose di cui vado orgoglioso, che mi han dato soddisfazione; mi son state criticate. Cielo, un colpo all'ego! Un colpo duro, davvero duro. Eppure superato il dolore iniziale ho avuto di che riflettere e di conseguenza migliorare.
Credo che sia per tutti un po' così, una critica un po' dura all'inizio ma che magari può portare avanti. E che le parole arrivino da uno meno competente non significa assolutamente un cazzo, se non riesci ad andare avanti e ti incarognisci con ti chi critica... beh sappi che sei parte della palude dalla quale cerchi scappare.
Non per altro, perché spesso chi ti "critica" ti da giusto un'opinione e di te se e sbatte le palle.
Io in ogni caso sto zitto, mi mancano un sacco di strumenti per aprir bocca e non ho mai avuto ne stima ne rispetto per chi dell'opinione fa mestiere o passione...
"Irritarsi per una critica significa riconoscere di averla meritata"
Publio Cornelio Tacito