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Pensieri, riflessioni e cazzate di uno che vede il mondo come la propria casa...

4.8.12

Lentezza

Come detto nel primo post di questo giovane blog, l'argomento viaggio (sia esso mentale o fisico) è di fondamentale importanza per me stesso, colgo l'occasione di raccontare un po' le conclusioni dell'ultima trasferta...
 Sono tornato da poco da una camminata in mezzo ai boschi con quello che più che un amico è un fratello. Una fatica tremenda, oltre cinquantacinque chilometri di camminata con degli zaini di oltre venti chili in mezzo alle montagne, il tutto in poco meno di una settimana. A prima vista possiamo essere parsi dei trekkers come tanti altri, ma la differenza è abissale: Ci siamo buttati in una sfacchinata senza un minino di preparazione (per quanto io sia un tipo piuttosto atletico, quella è tutto un altro tipo di fatica) ne di conoscenze. Di sicuro siamo stati derisi dai più, ma noi siamo arrivati ad una degna conclusione: siamo degli Squattabboschi.
"questi zaini con tutte queste cose dentro son fatti per spostarsi di pineta in pineta, non per fare questi percorsi da stambecchi! Ecco noi siamo dei tipi che squattano per pinete e boschi, non possiamo permetterci di fare questi percorsi allucinanti che si basano su tappe con rifugi e simili" conseguenza il termine squattabboschi -con le varie sfaccettature ideologiche che non sto a spiegare.
 La prima cosa che cambia durante esperienze come questa è quella dei ritmi, la vita è scandita da dei tempi molto più naturali, il sonno col buio e la sveglia con l'aurora. E' un modo molto più naturale di vivere, ed è si stancante fisicamente ma lascia una distensione psicologica che probabilmente può creare dipendenza. Risulti lontano dai ritmi frenetici di un mondo che corre più veloce di quanto non ruoti e che ne paga e te ne fa pagare le conseguenze. Così dopo una notte di quasi natura assoluta provi un senso di disgusto per i rumori dei motori, all'idea che ci sia dell'asfalto a pochi passi da te, e ancora più disgusto al pensiero che stai andando verso quel determinato paesino e dovrai per forza tornare sull'asfalto, tra i gas di scarico e i rumori dei motori... E' come prendere il muro della realtà a cinquanta all'ora: vivi in quel mondo e te lo sei dimenticato in poche ore.
Questa piccola esperienza mi ha dato conferma del bisogno di lentezza nella vita, di come il tuo corpo e la tua mente si trovino bene in ambienti naturali senza le varie pressioni che il mondo economico moderno ci impone. Voglio elogiare la lentezza in seguito a delle sensazioni dopo una notte nei boschi, senza perdermi troppo nei dettagli e raccontare di quando ci ha svegliato un gregge di pecore alle quattro del mattino, o di cosa vuol dire dormire tra le volpi che rissano! Sono degli aneddoti che si condividono tranquillamente di fronte ad un caffè.
Ed ora chiudo, devo prendere bene confidenza con il blog e l'esercizio della scrittura per poter tornare ad essere pienamente soddisfatto dei miei interventi.

Bagheera

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